Italiano autentico: Andiamo in Friuli-Venezia Giulia

Ascoltare un’intervista è un buon modo per entrare in contatto con l’italiano autentico e i diversi accenti regionali in Italia.

Nell’episodio di oggi intervisto Stefano, un friulano doc che ci spiega cosa si può fare, vedere e mangiare nella sua regione.

Il Friuli-Venezia Giulia non è molto famoso e turistico, ma offre tanto e soprattutto ci dà la possibilità di vivere un’esperienza unica.

Per maggiori informazioni potete visitare il sito: https://www.turismofvg.it.

Se avete un livello avanzato potete leggere il romanzo “Fiore di roccia” di Ilaria Tuti, ambientato in Friuli durante la Prima guerra mondiale.

Ciao, questo è Improve Your Italian, il podcast dove l’italiano prende vita.
Siete pronti a scoprire storie, aneddoti e luoghi del Bel Paese? Io sono pronta,
cominciamo!
Ben ritrovate e ben ritrovati, io sono Mara Sangoi, la vostra insegnante d’italiano e oggi
voglio dedicare la puntata a una regione speciale, o speciale quantomeno per me,
perché io sono cresciuta in questa regione e sto parlando del Friuli-Venezia Giulia.
Cominciamo con qualche informazione di base così avete un’idea un po’ più chiara. Il
Friuli-Venezia Giulia si trova a nord-est dell’Italia: a nord confina con l’Austria e a est con
la Slovenia. Quindi quest’area per molto tempo è stata come un ponte, un collegamento
tra il mondo romano, quello slavo e quello germanico, e nel corso della storia queste tre
culture si sono incontrate diverse volte. Questo è anche uno dei motivi per i quali il Friuli
Venezia Giulia è una regione a statuto speciale.


Mi spiego meglio: in Italia ci sono 20 regioni, 15 sono a statuto ordinario, quindi normale, e 5 a statuto speciale. Queste sono Sicilia, Sardegna, Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige e, appunto, Friuli-Venezia Giulia. Queste regioni sono a statuto speciale perché hanno più autonomia nel prendere alcune decisioni, per esempio in materia di scuola, lingua, trasporti, tasse, economia, eccetera.
Ma non voglio spiegarvi tutto io, perché oggi con me c’è un ospite speciale: farò
un’intervista a un vero friulano doc. Lui ci aiuterà in questo viaggio tra terra, mare,
montagne, borghi storici e buon cibo. Vi presento Stefano.


Ciao Stefano, benvenuto.
— Ciao Mara.
Allora, partiamo con una domanda classica: Friuli-Venezia Giulia è un nome
particolarmente lungo, sembrano quasi tre regioni diverse. Che cosa significano questi
tre nomi?
— Eh sì, è un po’ complicato. Infatti sembrano tre regioni in una, ma in realtà sono due
zone nella stessa regione. Il Friuli è la parte più estesa e va dalle montagne al mare: è la
parte più, diciamo, a nord della regione. Mentre la parte più a est si chiama Venezia
Giulia, che comprende più che altro le zone di Trieste e Gorizia.
E facciamo anche un po’ di chiarezza, perché è importante dire che la famosa città di
Venezia non è nella nostra regione, giusto?
— Giusto. Venezia infatti si trova in Veneto, che è una regione a ovest del Friuli-Venezia
Giulia. Di fatto noi siamo la regione più a est in Italia.
Allora diciamolo, come l’abbiamo già accennato: il Friuli non è certamente una delle
regioni più turistiche d’Italia. Quando uno pensa al turismo in Italia, pensa a Roma,
Firenze, Venezia appunto. Però è una regione, come abbiamo detto, che ha molto da
offrire, soprattutto esperienze autentiche. Tu che cosa consiglieresti di visitare a una
persona che va in Friuli-Venezia Giulia per la prima volta?
— Per chi ama il mare ci sono due località che si chiamano Lignano Sabbiadoro e Grado,
dove ci sono spiagge dorate con lidi ben forniti, mentre più verso Trieste la costa
diventa rocciosa con spiagge più di ciottoli e il mare un po’ più limpido. Poi la montagna,
effettivamente, offre moltissimo: ci sono le Alpi Carniche da una parte e le Alpi Giulie
più verso la Slovenia. Qua si possono fare escursioni, si può sciare d’inverno, ci sono
diverse piste ciclabili, tra cui l’Alpe Adria che sta diventando molto famosa. Quindi c’è sia
per divertirsi nei rifugi sia magari per potersi rilassare in una bella località.
E per quanto riguarda le città, quindi la parte più culturale e artistica, che cosa consigli
di vedere?
— Direi che si può partire da Trieste, che è il capoluogo di regione. È una città che si
affaccia sul mare, ha un’atmosfera culturale molto vivace e vicino c’è anche un
bellissimo castello, il castello di Miramare, che consiglio assolutamente di vedere.
Sì, è vero, Trieste è proprio una tappa immancabile, secondo me, nella regione. E poi,
che altre città ci consigli di vedere?
— Sicuramente Udine, che è la città principale del Friuli. È più piccolina, però ha delle
piazze stupende, come piazza della Libertà. Ci sono molti baretti dove si può fare
aperitivo, mangiare qualcosa e godere di un’atmosfera direi unica.
Assolutamente, Udine è una delle mie preferite. E poi?
— Ci sono anche Pordenone e Gorizia. Pordenone è più verso il Veneto, è più piccolina
ma ha diverse iniziative culturali, tra cui “Pordenone Legge”, che è un festival di
letteratura. Poi c’è Gorizia che quest’anno, assieme a Nova Gorica, che è la sua città
gemella in Slovenia, di fatto sono attaccate, è la capitale europea della cultura. Questi
luoghi sono soprattutto famosi a livello storico per il conflitto della Prima guerra
mondiale.
Devo dire che ti vedo ben informato e allora approfitto ancora delle tue conoscenze e ti
chiedo: quali sono i tuoi borghi preferiti in Friuli?
— Effettivamente il Friuli è fatto di piccoli paesini, ognuno con una caratteristica
particolare. Cividale è molto bella, ai piedi delle montagne, sul fiume Natisone, ed ha
delle origini longobarde. Poi c’è Aquileia che, d’altro canto, ha origini più romane. Ci
sono diverse rovine e si possono visitare dei luoghi veramente unici. Una che
veramente ho nel cuore è Venzone, che è una cittadina che è stata distrutta
completamente dal terremoto del 1976 ed è stata ricostruita completamente. È tutta in
pietra, circondata dalle mura, e ha vinto anche “Il Borgo dei Borghi” alcuni anni fa.
Tu hai detto che Venzone è uno dei luoghi che hai nel cuore. C’è qualche altro posto che
ti affascina particolarmente o a cui sei legato in maniera speciale in Friuli?
— Sicuramente San Daniele, la città dove sono nato e cresciuto. Si trova su una collina
da dove si possono vedere tutte le Alpi e, nelle giornate di bel tempo, anche il mare. Ma
soprattutto è famosa per il prosciutto di San Daniele.
E a proposito di prosciutto, direi che possiamo passare a uno degli argomenti preferiti
di tutti gli studenti di italiano: il cibo. Allora, quali sono le specialità gastronomiche che un turista deve assolutamente provare?
In questo caso concentriamoci sulla zona Friuli, che è quella che conosci meglio.
— Potrei stare qui a parlarti di cibo per ore, ma sicuramente il prosciutto, si è detto, a
San Daniele: andare in una prosciutteria, gustarlo appena tagliato con del buon vino.
Poi c’è il frico. Il frico è un piatto fatto col formaggio, le patate e le cipolle. È un piatto
della tradizione povera, ma è veramente molto gustoso. Poi se andiamo più a nord, in
Carnia, troviamo i cjarsons, una specie di ravioli con un ripieno dolce. La particolarità è
che ogni paese ha la sua ricetta segreta.
Un ripieno dolce? Ma sono un dolce o sono un primo piatto?
— Sono un primo piatto, perché di fatto hanno dei sentori dolci ma anche di erbe, e
hanno un condimento bello tosto di burro e formaggio.
A me piacciono molto i cjarsons, anche se sono dolci, io li stra-consiglio. Prima hai detto
del prosciutto appena tagliato con un buon bicchiere di vino. Ecco, per quanto riguarda i
vini, che cosa consigli di assaggiare?
— Il Friuli è famoso per i vini bianchi. Ci sono due vitigni molto particolari che si trovano
solo in questa regione: uno è il Picolit e uno è il Ramandolo. Questi sono due vini dolci,
quindi molto particolari. Poi, a pasto, si possono bere dei buonissimi bianchi come il
Friulano, ma anche dei buonissimi vini rossi, come un buon Merlot, Cabernet Franc
oppure uno dei miei preferiti, il Pignolo.
Allora, tu sai che io sono astemia, quindi non bevo alcolici e non sono per niente
esperta di vini. Che cos’è un Pignolo?
— Il Pignolo è un vino rosso tipico del Friuli. A me piace molto perché è un po’ più
corposo di altri vini e si abbina molto bene con la carne.
E a proposito di Friuli, forse non tutti sanno che in Friuli si parla una vera e propria
lingua, giusto?
— Esatto, in Friuli parliamo il friulano, che è una lingua vera e propria, non è un dialetto,
è riconosciuta ufficialmente. È parlata soprattutto nella parte centrale del Friuli e in
Carnia e ha sfumature diverse in ogni paese, in ogni zona.
Tu con chi parli principalmente il friulano? Ed è una lingua che è ancora viva, che si parla
ancora oggi regolarmente, o si sta un po’ perdendo?
— Il friulano è una lingua viva, la parliamo soprattutto in famiglia e con gli amici. Una
cosa tipica è anche vedere all’inizio di ogni paese il nome scritto in italiano e sotto in
lingua friulana. Io so che il friulano è ricco di proverbi molto interessanti e molto ricchi
di significato.
Ce ne vuoi dire uno?
— Potrei dirvi questo: “Miôr polente cence nuje, che nuje cence polente.”
Bellissimo. Ce lo puoi anche tradurre e poi spiegare il suo significato?
— La traduzione è: “Meglio polenta senza niente, che niente senza polenta.” Di fatto
vuol dire che uno si deve accontentare ed essere felice di quello che ha.
Immagina che un gruppo di studenti di italiano voglia conoscere la nostra regione in
una settimana. Che percorso consiglieresti loro di fare per non perdere nulla?
— Partirei da Trieste, che è una bellissima città col castello di Miramare, per poi salire
verso Grado e Aquileia. Grado è una bellissima laguna e Aquileia ha molta storia
dell’epoca romana. Poi si può salire verso il Collio con le sue bellissime colline e i vigneti
per una buonissima degustazione di vino. Passare da Cividale, che è molto pittoresca e
ha anche questa cittadina molta storia. Si può anche sconfinare in Slovenia: c’è una
cittadina che si chiama Caporetto, molto famosa per la Prima guerra mondiale, ed ha un
bellissimo museo. Poi si può continuare a salire verso le montagne: ci sono le Prealpi
Giulie con il loro parco, l’Altopiano del Montasio, Tarvisio con il santuario di Lussari. Poi
si può continuare ad andare verso la Carnia: è una zona molto molto bella, soprattutto
Sauris. A me piace anche quasi un po’ “perdersi” e godere di una bellissima vallata e del
buon cibo. Infine si può tornare a scendere verso il Friuli collinare, con Udine e borghi
pittoreschi. Per poi, direi, concludere il viaggio a San Daniele del Friuli, dove sono nato.
Mi sembra un’ottima combinazione tra mare, montagna e città d’arte. Teniamolo a
mente, perché magari un giorno organizziamo davvero un viaggio in Friuli con i miei
studenti. Non si sa mai. E adesso ho un’ultima domanda per te. Forse questa è la più
difficile: c’è qualcosa che ti rende particolarmente orgoglioso della tua terra? E se sì, che
cos’è?
— Sicuramente della mia terra è il suo popolo. I friulani, per me, sono gente semplice
ma con un cuore molto grande. Siamo famosi per essere dei gran lavoratori e, se posso
dire, sicuramente degli amici per la vita.
Grazie mille, ti ringrazio Stefano per questo viaggio nelle parole e anche nei luoghi della
terra friulana e di tutto il Friuli-Venezia Giulia. Io spero che questa puntata vi sia piaciuta
e che abbiate scoperto informazioni nuove e luoghi da vedere in futuro. Grazie ancora
Stefano!
— Grazie a te, e spero che possiate conoscere meglio il Friuli-Venezia Giulia e anche
vederlo coi vostri occhi.

E prima di salutarci vi do due consigli: se volete approfondire le informazioni sul Friuli-
Venezia Giulia potete andare alla pagina www.turismo.fvg.it. Se invece volete leggere un romanzo storico ambientato in Friuli-Venezia Giulia e saperne di più sugli eventi della
Prima guerra mondiale, vi suggerisco il libro “Fiore di roccia” di Ilaria Tuti. Vi lascio tutte
le informazioni e il link nella descrizione di questo episodio.
Grazie mille a tutti voi per essere stati qui e averci fatto compagnia in questo viaggio. Ci
sentiamo la prossima settimana con una nuova puntata di Improve Your Italian. Ciao!